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Corsi Diagnosi e Terapia Ayurvedica (riservato a Medici).
Nome Società: C.Y. Surya
Città: Milano
Nazione: Italy
Telefono: 0248712863
Sito Internet: http://www.cysurya.milano.it/
Email: suryananda@spazioayurveda.net
Requisiti: nessuno
Durata: 1 week end
Prezzo: € 600
Clicks: 1
Descrizione:
Il corso si terrà nelle seguenti date 23-24 Febbraio 2008, ore 20,30-23,00. Presso C.Y Surya Scuola Internazionale di Yoga e Ayurveda del Maestro Amadio Bianchi.

L'ANTICA MEDICINA INDIANA (AYURVEDA)

Ogni disciplina, scientifica o metafisica, ha come base una interpretazione filosofico-matematica della natura e delle sue regole che la caratterizza e la distingue. Così è anche per la medicina indiana più tipica: l'Ayurveda.

I pilastri di questo edificio sono costituiti da elementi di una antica visione filosofica, dualistica, denominata Samkya, anteriore all'avvento del Buddha ma anch'essa atea. Per tradizione si attribuisce a Kapila l'onere di aver redatto il testo anche se, come afferma Radhakrishnan nel suo trattato La filosofia Indiana, nessuna scuola filosofica ha origine in tutta la sua pienezza dalla mente di un solo uomo. Troviamo, infatti, tracce di questo "punto di vista" già nel Rg Veda e nelle Upanisad o perlomeno riferimento a termini che saranno poi adottati dallo stesso Kapila.

Come forse non tutti sanno, il Samkhya è uno dei "Sat Darshana" o sei punti di vista Brahmanici ortodossi, i quali nel corso della storia del pensiero filosofico indiano ebbero il compito di enunciare alcune speculazioni riguardanti la natura dell'universo in generale. Essi sono ancora oggi considerati sistemi autorevoli del pensiero indù in quanto pur essendo diversi hanno in comune le radici negli antichi testi sacri denominati Veda.

Personalmente ritengo che per comprendere i fondamenti teorici dell'Ayurveda e dello Yoga si debba passare attraverso un esame del Samkhya.

Bisogna premettere che i filosofi e gli scienziati che hanno voluto indagare alla ricerca dei principi della "Manifestazione", per ovvia costituzione limitata umana, hanno nelle loro enunciazioni costretto l'infinito molteplice in regole finite tentando così di trovare elementi fondamentali ed inscindibili costituenti il presupposto su cui poggiare con sicurezza le loro interpretazioni.

Così è anche per il Samkhya dove con ventiquattro elementi base (Tattva o principi della realtà) si procede a costituire una piramide interpretativa, tuttavia priva di vertice o causa prima trascendente.

Nella mia esposizione ritengo interessante iniziare l'analisi partendo dalla sommità di questo schema.

Gli antichi saggi relatori di questa dottrina, decretarono che due componenti la natura, erano da considerarsi principi ultimi, eterni ed assolutamente incausati: il Purusa e la Prakrti. Il primo può essere considerato, da un certo punto di vista, l'Energia Cosmica Spirituale inespres

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